venerdì 12 febbraio 2010

Pasta e ceci (I soliti ignoti)

Vuoi gustarti un buon piatto di pasta e ceci?
Trova quattro amici, convincili a fare un colpo sicuro al Monte di Pietà in via delle madonne a Roma.
Ti dovrai anche avvalere della consulenza di Dante Cruciani (il non plus ultra degli scassinatori in circolo) per poter aprire la “comare”.
Dovrai fare la corte a Nicoletta, cameriera nell'abitazione adiacente al Monte, per potergli rubare le chiavi di casa.
Una volta entrato nell’appartamento dovrai sfondare la parete sbagliata per ritrovarti in cucina, lì troverai la pasta e ceci già pronta!

Se, invece vuoi gustartela a casa con i tuoi quattro amici ti occorrono:
  • 300 g. di ceci secchi
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 4 spicchi d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di passata di pomodoro
  • mezzo bicchiere di olio extra vergine d’oliva
  • sale e pepe
  • 2,5–5 dl. di brodo di carne
  • 200 g. di tagliatelle
Poni in un recipiente i ceci ed il bicarbonato, coprili con acqua fredda e lasciali a bagno per 12 ore.
Scolali e trasferiscili in una pentola. Coprili d’acqua fredda, salali, aggiungi 2 spicchi d’aglio, un rametto di rosmarino e cuocili semicoperti a fuoco medio per circa un’ora.
Passane ¾ al passaverdure
In un tegame di terracotta fai soffriggere per 3 minuti a fuoco medio, in 3 cucchiai d’olio, 2 spicchi d’aglio e un rametto di rosmarino.
Unisce il cucchiaio di passata di pomodoro e fai cuocere per altri 2 minuti.
Unisci il brodo di ceci, i ceci passati ed i ceci interi e fai cuocere sul fuoco medio fino al bollore (se la minestra si raddensa troppo unisci del brodo di dado).
Con le mani spezza le tagliatelle ed aggiungile alla minestra; falle cuocere per circa 10 minuti.
Aggiungi sale e pepe e servi in tavola.

Renaissance



Parigi 2054.
Nella capitale francese, dove ogni gesto viene controllato e filmato, le telecamere di sorveglianza di un parcheggio riprendono il rapimento di una giovane donna.
Si tratta di Ilona Tasuiev, una promettente scienziata che lavora per la multinazionale farmaceutica Avalon.
Poiché non viene richiesto alcun riscatto e le indagini sembrano giunte a un punto morto, viene ingaggiato Barthélémy Karas, un poliziotto specializzato nei casi di sequestro di persona.
Questi dovrà interagire con personaggi più o meno loschi: il mentore della ragazza, il vice presidente della Avalon, un ricercatore giapponese e il boss della malavita locale.
Emergeranno anche indizi rilevanti come: furti di identità, file mancanti negli archivi della Avalon, e il protocollo “Renaissance”.
Karas scoprirà che la giovane è coinvolta in una cospirazione più grande di qualsiasi immaginazione.
Trovare Ilona, a questo punto, diventa vitale. La posta in gioco è molto più alta della sola vita della ragazza.


Opera prima del regista francese Christian Volckman girata in Motion Capture, che consiste nel filmare attori equipaggiati di captatori per poi rielaborare le immagini graficamente, Renaissance fa piombare lo spettatore in un intrigo poliziesco a ritmo serrato dove si susseguono inseguimenti, sparatorie e colpi di scena.
Non mancano le tematiche socio-politiche: etica della ricerca scientifica e manipolazione genetica, avidità senza fine delle multinazionali, sviluppo di una polizia high-tech che sorveglia la città attraverso telecamere e archivi interconnessi.
E' Parigi la vera protagonista di questo film: labirintica, piena di tunnel ed edifici a più piani sempre dominati dalla Tour Eiffel, dal Sacro-Cuore e da Notre-Dame (trasformata in grande magazzino), mantenendo una giusta distanza tra l’immaginario della fantascienza e il realismo contemporaneo.
L’utilizzo del bianco e il nero non solo neutralizza le espressioni dei personaggi, che comunicano più che altro con il sonoro rievocando i film noir anni 30, ma rende più affascinante la visione giocando a meraviglia con i contrasti di ombre e luci.



mercoledì 3 febbraio 2010

Se hai un sogno tu lo devi proteggere



Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok?
Se hai un sogno tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare.
Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto. (Chris Gardner)

La ricerca della felicità

giovedì 24 dicembre 2009

I cameo di Alfred Hitchcock



Nella stragrande maggioranza dei suoi film, Alfred Hitchcock amava fare delle brevi apparizioni impersonando passanti o personaggi appena visibili sullo sfondo, talvolta alle prese con situazioni ridicole e divertenti.
La prima fu casuale, solo perché si doveva riempire lo schermo: di spalle, nella redazione di un giornale, in ”The lodger” (1926), il suo terzo film.
Col tempo i cameo del regista inglese diventano una superstizione e, da “Rebecca - la prima moglie” in poi, compare in tutti i suoi lavori.

Nel celebre libro-intervista di Francois Truffaut, Hitchcock ammette che, per permettere allo spettatore di vedere il film con tranquillità, la sua apparizione avviene solo nei primi cinque minuti.

Il cameo più originale è sicuramente quello del film “I prigionieri dell’oceano” dove possiamo notare il regista in una foto su un giornale, a pubblicizzare una dieta dimagrante.


In questo bel montaggio ecco alcune delle apparizioni con cui “firmava” i suoi film.




martedì 22 dicembre 2009

555

Vi siete mai chiesti perché quasi tutti i numeri di telefono che compaiono in un film americano cominciano con “555”? In un primo periodo vennero utilizzati dei numeri telefonici reali, con il risultato che veri utenti dei suddetti numeri furono bersagliati di chiamate. Intorno al 1960 i produttori decisero quindi di utilizzare numeri che non avessero un equivalente nella vita reale. In quel periodo i telefoni americani a disco avevano sia lettere sia cifre e i numeri telefonici erano spesso formati da una combinazione di nomi (solitamente toponimi) e cifre. Dato che il “5” corrispondeva alle lettere «j», «k» e «l» ed era impossibile che il nome di un luogo cominciasse con una qualsiasi combinazione di queste tre lettere, al “5”, di fatto, non era assegnato nessun numero telefonico reale. Nacque cosi la tradizione di far iniziare ogni numero telefonico citato in un film con “555”. Oggi esistono 100 numeri (da 555-0100 a 555-0199 ) appositamente riservati per questo utilizzo. Può quindi capitare che, il numero di telefono di Teddy Gammell (Memento) sia lo stesso di Marla Singer (Fight Club).