Vado in ferie!! Ci rivediamo i primi di ottobre
martedì 22 settembre 2009
mercoledì 2 settembre 2009
XIV Milano Film Festival
Perdersi, lasciare casa, cercare casa, trovarsi
Eccoli, i film che vedrete al Milano Film Festival. 7 opere prime e 4 opere seconde.
Fare un concorso di (quasi) debuttanti significa lasciare i freni liberi al talento, alle idee non ancora contaminate dalle esigenze delle tasche. Significa esplorare i cinema del mondo e il mondo grazie al cinema. Opere eterogenee, in alcuni casi opposte, legate da fili sottili e lunghissimi.
Ad esempio, dalla distruzione delle identità geografiche. In Tobira no muko un esordiente britannico va a Tokyo a raccontare il dramma quotidiano degli affetti dalla sindrome di Hikikomori, mentre Londra è la meta di arrivo dei personaggi (e del regista) di Unmade Beds, scanzonata storia di ventenni alla ricerca di punti di riferimento.
a ricerca, appunto. I protagonisti di molti film sono personaggi solitari, un po' ai confini della società, per scelta o per necessità, che d'un tratto devono fare un percorso di ricerca: la piccola Li Tong dell'omonimo film ultra-low-budget si perde nella bolgia di Pechino e non trova nessuno che la riporti a casa; il musicista di Here and There attraversa l'oceano per risollevarsi dalla bancarotta, ma deve fare i conti con la più temibile delle variabili: il sentimento; il divertente Futoko tratta, con leggerezza cinefila - che non fa mai male, in piccole dosi - di un cuore solitario che diventa, per caso, capofamiglia.
Fino al documentario Il figlio di Amleto del regista Francesco Gatti, recentemente scomparso, un'analisi appassionata di un pittore controverso, diviso tra l'amore per il suo modello e la cruda illusione svanita del successo; un film che non si può non guardare con un po' di sincera malinconia. E ancora, la struggente ispezione nella follia di Crack Willow, che va in parallelo col personaggio (e il film) più estremo della selezione, quel Menteur che farà discutere, per il suo attacco cruento alla menzogna come regolatore sociale.
Talvolta, durante la ricerca, ci si incontra, e ci si lega. Come in Mary and Max, che oltre ad essere il primo film lungo di un premio Oscar al miglior cortometraggio è anche il primo film d'animazione in concorso nella storia del festival. E che pur essendo una storia animata non ha potuto fare a meno di smantellare i confini geografici, unendo i fili dei protagonisti tra Sydney e New York. O come nell'incantato Gallero, dove nel singolare universo dei combattimenti tra galli nasce un amore oltre la ragione tra persone di età molto distanti.
Gente che vola, che viaggia, che va da una parte all'altra del globo. Cinema che attraversa i generi e si lascia attraversare dalla vita.
La trentenne Carla, in Turistas, vaga senza meta nella foresta cilena e rimane sorpresa, incantata da quello che scopre. Ecco. Anche chi ha visto questi film, alla fine è rimasto sorpreso dalla continua, emozionante forza che il cinema vuole e fa di tutto per tenere viva.
Speriamo di riuscire a sorprendere anche voi. E a farvi perdere nella foresta.
Vincenzo Rossini
Crack Willow
di Martin Radich, Uk, 2008, 89'
Sconcertante docufiction che dialoga con la miseria e la nausea, e, alla fine, emoziona come non ci si aspetta.
di Martin Radich, Uk, 2008, 89'
Sconcertante docufiction che dialoga con la miseria e la nausea, e, alla fine, emoziona come non ci si aspetta.
sabato 12 sett, ore 16.00, Teatro Studio
mercoledì 16 sett, ore 22.00, Teatro Dal Verme
Il figlio di Amleto
di Francesco Gatti, Italia, 2009, 73'
Un documentario sulla maledizione del talento e su un enigma irrisolto: il rapporto tra discepolo e maestro.
Il figlio di Amleto
di Francesco Gatti, Italia, 2009, 73'
Un documentario sulla maledizione del talento e su un enigma irrisolto: il rapporto tra discepolo e maestro.
mercoledì 16 sett, ore 20.30, Teatro Strehler
domenica 20 sett, ore 14.30, Teatro Dal Verme
Futoko / The Dark Harbour
di Naito Takatsugu, Giappone, 2008, 101'
La divertente storia del pescatore solitario Manzo. Single per sfortuna, non per scelta, trova una famiglia nascosta nell'armadio.
Futoko / The Dark Harbour
di Naito Takatsugu, Giappone, 2008, 101'
La divertente storia del pescatore solitario Manzo. Single per sfortuna, non per scelta, trova una famiglia nascosta nell'armadio.
venerdì 11 sett, ore 21.00, Teatro Strehler
mercoledì 16 sett, ore 18.30, Teatro Dal Verme
Gallero / Gamecock Breeder
di Sergio Martín Mazza, Argentina, 2008, 87'
La lotta per l'amore scalza il combattimento tra i galli quando il giovane Max incontra la vecchia Julia. Sotto il sole, nel silenzio.
mercoledì 16 sett, ore 18.30, Teatro Dal Verme
Gallero / Gamecock Breeder
di Sergio Martín Mazza, Argentina, 2008, 87'
La lotta per l'amore scalza il combattimento tra i galli quando il giovane Max incontra la vecchia Julia. Sotto il sole, nel silenzio.
martedì 15 sett, ore 22.30, Teatro Strehler
sabato 19 sett, ore 17.00, Teatro Dal Verme
Li Tong
di Nian Liu, Cina, 2009, 75'
Una bimba cinese compra un gelato e non ha più i soldi per il biglietto del bus. Chi la aiuterà? Semplicissimo e spietato.
Li Tong
di Nian Liu, Cina, 2009, 75'
Una bimba cinese compra un gelato e non ha più i soldi per il biglietto del bus. Chi la aiuterà? Semplicissimo e spietato.
sabato 12 sett, ore 20.30, Teatro Strehler
giovedì 17 sett, ore 16.00, Teatro Strehler
Mary & Max
di Adam Elliot, Australia, 2008, 92'
Una bimba australiana a colori e un ebreo di New York in bianco e nero, diventano per caso due amici di penna surreali.
Mary & Max
di Adam Elliot, Australia, 2008, 92'
Una bimba australiana a colori e un ebreo di New York in bianco e nero, diventano per caso due amici di penna surreali.
giovedì 17 sett, ore 20.30, Teatro Dal Verme
domenica 20 sett, ore 16.00, Teatro Dal Verme
Menteur / Liar
di Tom Geens, Belgio, 2008, 78'
Un vero bugiardo mente a tutti, e non c'è da fidarsi. A meno che non mentano anche quelli che dicono la verità.
Menteur / Liar
di Tom Geens, Belgio, 2008, 78'
Un vero bugiardo mente a tutti, e non c'è da fidarsi. A meno che non mentano anche quelli che dicono la verità.
domenica 13 sett, ore 14.30, Teatro Studio
sabato 19 sett, ore 20.30, Teatro Strehler
Tamo i ovde / Here and there
di Darko Lungulov, Serbia, 2009, 90'
La missione impossibile di un sassofonista in declino: attraversare l'oceano per sposare una ragazza sconosciuta e riportarla a New York.
Tamo i ovde / Here and there
di Darko Lungulov, Serbia, 2009, 90'
La missione impossibile di un sassofonista in declino: attraversare l'oceano per sposare una ragazza sconosciuta e riportarla a New York.
martedì 15 sett, ore 20.30, Teatro Dal Verme
venerdì 18 sett, ore 17.00, Teatro Dal Verme
Tobira No Muko / Left Handed
di Laurence Thrush, Giappone, 2008, 110'
L'esperienza della sindrome di Hikikomori, in una suggestiva opera prima in bianco e nero di un regista inglese emigrato a Tokyo.
venerdì 18 sett, ore 17.00, Teatro Dal Verme
Tobira No Muko / Left Handed
di Laurence Thrush, Giappone, 2008, 110'
L'esperienza della sindrome di Hikikomori, in una suggestiva opera prima in bianco e nero di un regista inglese emigrato a Tokyo.
lunedì 14 sett, ore 17.00, Teatro Strehler
venerdì 18 sett, ore 20.30, Teatro Strehler
Turistas / Tourists
di Alicia Scherson, Cile, 2009, 100'
La svampita Carla si perde nella foresta cilena, guidata da un bizzarro norvegese in campeggio. Entomologia applicata agli uomini.
venerdì 18 sett, ore 20.30, Teatro Strehler
Turistas / Tourists
di Alicia Scherson, Cile, 2009, 100'
La svampita Carla si perde nella foresta cilena, guidata da un bizzarro norvegese in campeggio. Entomologia applicata agli uomini.
domenica 13 sett, ore 17.00, Teatro Strehler
giovedì 17 sett, ore 22.30, Teatro Strehler
Unmade Beds
di Alexis Dos Santos, Uk, 2008, 93'
Due ventenni stranieri a Londra. Notti alcoliche, indie rock e amour à trois. Un film spensierato e delicato.
Unmade Beds
di Alexis Dos Santos, Uk, 2008, 93'
Due ventenni stranieri a Londra. Notti alcoliche, indie rock e amour à trois. Un film spensierato e delicato.
domenica 13 sett, ore 20.30, Teatro Strehler
mercoledì 16 sett, ore 15.00, Teatro Strehler
Biglietti
Potete acquistare sin da ora l'abbonamento alla 14esima edizione del Milano Film Festival, che da libero accesso a tutte le proiezioni dei film in concorso e fuori concorso, agli incontri, alle feste ed ai concerti fino a 10 minuti prima dall'inizio delle proiezioni e fino ad esaurimento posti, evitando la coda per il biglietto. Sono esclusi dal prezzo dell'abbonamento gli eventi speciali fuori programma.
Tutte le proiezioni del Milano Film Festival saranno gratuite per gli under 12 e gli over 65 anni.
È già possibile ritirare il proprio abbonamento presso gli uffici di esterni in via Paladini 8 Milano, tutti i giorni dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. È necessario portare una fototessera.
Proiezioni singole
Piccolo Teatro e Teatro studio
Tutta la mattina - 4 euro
Tutto il pomeriggio - 4 euro
Primo spettacolo serale - 5 euro
Secondo spettacolo serale - 5 euro
Teatro dal Verme
Tutta la mattina - 3 euro
Tutto il pomeriggio - 4 euro
Primo spettacolo serale - 5 euro
Secondo spettacolo serale - 5 euro
Tenda al Parco
Tutta la mattina e tutto il pomeriggio - 3 euro
Primo spettacolo serale - 3 euro
Secondo spettacolo serale - 3 euro
Piazza Grande
Primo spettacolo serale - 3 euro
Secondo spettacolo serale - 3 euro
Serata animazione - 6 euro
Piccolo Teatro e Teatro studio
Tutta la mattina - 4 euro
Tutto il pomeriggio - 4 euro
Primo spettacolo serale - 5 euro
Secondo spettacolo serale - 5 euro
Teatro dal Verme
Tutta la mattina - 3 euro
Tutto il pomeriggio - 4 euro
Primo spettacolo serale - 5 euro
Secondo spettacolo serale - 5 euro
Tenda al Parco
Tutta la mattina e tutto il pomeriggio - 3 euro
Primo spettacolo serale - 3 euro
Secondo spettacolo serale - 3 euro
Piazza Grande
Primo spettacolo serale - 3 euro
Secondo spettacolo serale - 3 euro
Serata animazione - 6 euro
Abbonamenti
- Under 18, 15 euro
- Standard, 45 euro
Ingresso preferenziale senza code a tutte le proiezioni diurne e serali, dall'11 al 20 settembre, ogni giorno. Acquista
Ingresso preferenziale senza code a tutte le proiezioni diurne e serali, dall'11 al 20 settembre, ogni giorno. Acquista
- Professional, 65 euro
Ingresso preferenziale senza code a tutte le proiezioni diurne e serali, dall'11 al 20 settembre, ogni giorno. Accesso all'area riservata per l'appuntamento quotidiano con registi, professionisti, staff e stampa. Posti riservati in sala (garantiti) fino a 10 minuti prima dell'inizio delle proiezioni. Borsa contenente catalogo, gadget e materiali d'approfondimento sulle rassegne. Acquista
Ingresso preferenziale senza code a tutte le proiezioni diurne e serali, dall'11 al 20 settembre, ogni giorno. Accesso all'area riservata per l'appuntamento quotidiano con registi, professionisti, staff e stampa. Posti riservati in sala (garantiti) fino a 10 minuti prima dell'inizio delle proiezioni. Borsa contenente catalogo, gadget e materiali d'approfondimento sulle rassegne. Acquista
- Stampa, 10 euro
Tutti i giornalisti con tesserino possono acquistare l'abbonamento scrivendo a 10 euro Acquista.
Per informazioni scrivere a media@milanofilmfestival.it
- Tesserati esterni
I possessori della tessera esterni 2009 possono acquistare l'abbonamento a 25 euro.
- Abbonamenti a 15 euro
AIAP, Associazione Italiana (prezzo riservato agli associati)
Accademia di Belle Arti di Brera (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Libera Università degli Studi S. Pio V (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Libera Università Maria Santissima Assunta (Roma) (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Politecnico di Milano (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Touring Club (prezzo riservato a dipendenti e tesserati Touring)
Teatro Franco Parenti (prezzo riservato agli abbonati del Teatro Franco Parenti)
Università Cattolica di Milano (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Università Carlo Cattaneo - LIUC (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Università degli Studi di Milano (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Università per Stranieri di Perugia (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
Università degli Studi di Bergamo (prezzo riservato a studenti e collaboratori)
- Abbonamenti a 25 euro
ARCI (prezzo riservato ai tesserati)
ATM (prezzo riservato agli abbonati annuali)
CTS (prezzo riservato ai tesserati)
Feltrinelli (prezzo riservato ai soci Carta più)
Moleskine (prezzo riservato a tutti i dipendenti. Per ritirare l'abbonamento è necessario presentarsi con un biglietto da visita)
Sponsor Milano Film Festival 2009 (prezzo riservato ai dipendenti):
Comune di Milano, Media, MiBAC, Amiacque, COOPI, FAI, MITO, Piccolo Teatro, Nastro Azzurro, ADI, Aperol, SAE, City, Radio Deejay, Diario, Internazionale, Moby, Rolling Stone, TAFTER, Terre di mezzo, Valori, Zero, Kramer, Novamount, Ambasciata di Norvegia, Associazione dei polacchi a Milano, Consolato generale del Brasile a Milano, Homless World Cup, Consolato generale della Repubblica di Polonia, Ministeri degli Affari Esterni di Danimarca, Forum austriaco di cultura, Acquario, Teatro Dal Verme, La Rocca del Pastaio, Tandem Mobility.
- Abbonamenti a 35 euro
Terre di mezzo (prezzo riservato a coloro che si presenteranno agli infopoint del festival con la copia di settembre di terre di mezzo). Aggiungendo 10 euro al vostro abbonamento al Milano Film Festival, riceverete in regalo un abbonamento a 6 numeri di Terre di mezzo.
AIAS, Associazione Italiana Assistenza Spastici (prezzo riservato ai soci)
Biblioteche Sud Ovest (prezzo riservato ai tesserati)
Coopi (prezzo riservato ai possessori della tessera Amico di Coopi)
ConvenzioniConvenzionarsi con Milano Film Festival significa condividere, promuovere e supportare la programmazione e gli obiettivi dei dieci giorni.
Tutti gli enti, le università, i gruppi, le aziende, le agenzie, le ambasciate, le associazioni, i siti e i blog che vorranno convenzionarsi con Milano Film Festival ed offrire ai propri dipendenti, associati o frequentatori uno sconto sull'abbonamento, possono scrivere a iocisono@milanofilmfestival.it.
Tutti gli enti, le università, i gruppi, le aziende, le agenzie, le ambasciate, le associazioni, i siti e i blog che vorranno convenzionarsi con Milano Film Festival ed offrire ai propri dipendenti, associati o frequentatori uno sconto sull'abbonamento, possono scrivere a iocisono@milanofilmfestival.it.
Per tutte le informazioni sul programma del Festival:
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Bruno Esposito
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martedì 18 agosto 2009
Lost in la mancha
Un film su quanto è difficile realizzare un film.
Sono stati fortunati Keith Fulton e Louis Pepe, perché se Terry Gilliam fosse riuscito a realizzare il suo progetto “The Man Who Killed Don Quixote", il loro backstage si sarebbe confuso tra i tanti extra della versione Home Video.
Invece si tratta di un saggio sulla creazione di un'opera cinematografica e sulle problematiche connesse alla sua realizzazione.
La sequenza di sfortunati eventi che afflisse la troupe sembra quasi surreale come se “La maledizione di Don Quixote”, che colpì anche le lavorazioni di Orson Welles anni prima, fosse tornata.
Il documentario segue la fase di pre-produzione e i pochi giorni di riprese, interrotte definitivamente a causa di un nubifragio che distrusse tutto il set.
Degli attori l’unico a dare la sua piena disponibilità fu Johnny Depp. Jean Rochefort (favoloso nei panni di Don Quixote) dovette abbandonare il progetto, dopo pochi giorni di lavoro, a causa di un’ernia del disco. Vanessa Paradis non si presentò mai sul set.
La location scelta non fu proprio azzeccata. Il rombo micidiale degli aeroplani decollati da una vicina base Nato interrompeva spesso le riprese.
Sono stati fortunati Keith Fulton e Louis Pepe, perché se Terry Gilliam fosse riuscito a realizzare il suo progetto “The Man Who Killed Don Quixote", il loro backstage si sarebbe confuso tra i tanti extra della versione Home Video.
Invece si tratta di un saggio sulla creazione di un'opera cinematografica e sulle problematiche connesse alla sua realizzazione.
La sequenza di sfortunati eventi che afflisse la troupe sembra quasi surreale come se “La maledizione di Don Quixote”, che colpì anche le lavorazioni di Orson Welles anni prima, fosse tornata.
Il documentario segue la fase di pre-produzione e i pochi giorni di riprese, interrotte definitivamente a causa di un nubifragio che distrusse tutto il set.
Degli attori l’unico a dare la sua piena disponibilità fu Johnny Depp. Jean Rochefort (favoloso nei panni di Don Quixote) dovette abbandonare il progetto, dopo pochi giorni di lavoro, a causa di un’ernia del disco. Vanessa Paradis non si presentò mai sul set.
La location scelta non fu proprio azzeccata. Il rombo micidiale degli aeroplani decollati da una vicina base Nato interrompeva spesso le riprese.
Il visionario autore di film come Brazil e L'esercito delle 12 scimmie, poco incline al compromesso, dovette scontrarsi quotidianamente con l’inadeguatezza dei finanziamenti della produzione europea e un'organizzazione approssimativa.
Quello che però colpisce è vederlo al lavoro: sembra un bambino, ha un entusiasmo contagioso, sempre convinto ad andare avanti nonostante tutto il suo progetto vada pian piano sgretolandosi pezzo dopo pezzo.
E' un documentario che tutti gli appassionati di cinema dovrebbero vedere.
Quello che però colpisce è vederlo al lavoro: sembra un bambino, ha un entusiasmo contagioso, sempre convinto ad andare avanti nonostante tutto il suo progetto vada pian piano sgretolandosi pezzo dopo pezzo.
E' un documentario che tutti gli appassionati di cinema dovrebbero vedere.
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Bruno Esposito
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mercoledì 12 agosto 2009
E' meglio il ritorno dello Jedi o l'impero colpisce ancora?
Randal: Tu cosa preferisci? Lo Jedi o "L'impero colpisce ancora"?
Dante: L'Impero!
Randal: Bestemmia!
Dante: L'Impero ha un finale migliore! Intendo... a Luke viene amputata la mano, lui scopre che Lord Fener è suo padre, Ian viene ibernato e portato via da Boba Fett, un finale che ti ammazza. Insomma, questo è la vita, una serie di finali duri uno appresso all' altro. Invece lo Jedi è solo una massa di pupazzi.
Randal: No, nello Jedi c'è in ballo qualcos'altro, non me n' ero mai accorto prima d'oggi. Loro costruiscono una nuova Morte Nera.
Dante: Giusto.
Randal: Ora, l' altra era pronta e del tutto funzionante prima che i ribelli la distruggessero.
Dante: Luke l'aveva fatta saltare. Tutto merito suo.
Randal: E la seconda quand'è stata fatta esplodere era in costruzione.
Dante: Già. E a farlo è stato Lando Calrissian.
Randal: C'è sempre stato qualcosa che non mi tornava nella seconda esplosione. Qualcosa che non riuscivo a mettere a fuoco e che proprio non mi andava giù.
Dante: E ora ci sei riuscito?
Randal: La prima era presidiata dalle armate imperiali. Le sole persone a bordo erano le truppe d'assalto e in più, diciamo, i vari ..."dignitari".
Dante: Sostanzialmente.
Randal: Ragion per cui quando salta i conti tornano: il male è punito.
Dante: Mentre la seconda volta?
Randal: La seconda invece non avevano ancora finito di lavorare. Era ancora in fase di costruzione.
Dante: Allora?
Randal: Allora un'impresa di quella portata richiede un sacco di manodopera in più rispetto al semplice esercito imperiale. Scommetto che c' erano di mezzo un mucchio di appaltatori esterni. Idraulici, metalmeccanici, muratori...
Dante: Cioè non solo imperiali, questo vuoi dire.
Randal: Esattamente: specialisti di ogni tipo per finirla alla svelta e di nascosto. Figurati se le truppe d'assalto saprebbero installare un gabinetto. Loro tutto quello che sanno si limita alle armi e alle divise.
Dante: D'accordo, coinvolgono degli appaltatori esterni ma... che cos'è che ti disturba tanto quando viene distrutta?
Randal: Che saltano per aria quei poveri lavoratori in proprio che erano lì per costruire. Vittime di una guerra che non li riguardava affatto.
Allora senti: tu hai un' impresa. Lo Stato ti offre un bell'appalto su un piatto d'argento, hai moglie e figli a carico, un villino di due piani in periferia, si tratta di un appalto governativo e quindi c'è solo un fottìo di vantaggi. Poi arrivano i militanti di sinistra e distruggono tutto quello che c'è nel raggio di sei chilometri con i laser.
Tu non c'entri niente, non hai una posizione politica, tu cerchi solo di far quadrare i conti.
Cliente: Scusate, non volevo interrompere. Ma di che cosa state parlando?
Randal: Del finale de "Il ritorno dello Jedi".
Dante: Il mio amico, qui, vorrebbe convincermi che gli appaltatori esterni che lavoravano alla costruzione della Stella Nera distrutta dai ribelli sarebbero tipo vittime innocenti.
Cliente: Beh, io lavoro in proprio, ho una mia ditta. Ristrutturazioni chiavi in mano. Quindi vi parlo da libero professionista e vi assicuro che la propria posizione politica c'entra eccome quando si accetta un incarico.
Randal: Cioè tipo?
Cliente: Tre settimane fa mi è stato offerto un lavoro in collina. Bellissima casa, una proprietà enorme. C'era solo da dare una piccola risistemata al tetto. Mi dicono se ce la faccio in un giorno. Al che gli chiedo il doppio. Se non che poi realizzo di chi è la casa.
Randal: Vale a dire?
Cliente: Di Dominique Bambino.
Randal: Babyface Bambino! Il gangster!
Cliente: Già, quello! Per i soldi niente da dire. Ma il rischio era troppo. Sapevo chi era. Ragion per cui io ho passato la mano a un amico, ovviamente.
Dante: Insomma una scelta politica.
Cliente: L' hai detto. La settimana appresso il clan dei Foresci manda un suo scagnozzo a casa di Babyface!
Chi ha fatto secco? Il mio amico. Neanche aveva messo piede sul tetto.
Randal: Ma pensa te...
Cliente: Insomma, l'ho scampata perché sapevo con chi avevo a che fare. Quel poveraccio la pensava diversamente.
Ognuno di quegli operai a bordo della Stella era al corrente del rischio che correva.
Se ci ha rimesso la pelle la colpa è solo sua.
Regola uno: pensare prima a sé, e poi al portafoglio
Clerks
Clerks
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Bruno Esposito
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giovedì 6 agosto 2009
Italia taglia
Negli ultimi trent’anni la censura non è stata benevola con le pellicole cinematografiche.
Ultimo tango a Parigi uscito nelle sale il 15 dicembre 1972 e subito sequestrato con l'accusa di spettacolo osceno, dopo una lunga epopea legale viene riabilitato e unanimemente considerato ‘capolavoro’.
L’opera torna in sala nel 1987, ben quindici anni dopo la prima proiezione.
Intere bobine di pellicole, vittime delle forbici impietose, che pensavamo d'aver perso per sempre, sono raccolte sul sito www.italiataglia.it visibili in streaming.
Si tratta del primo progetto del genere al mondo, realizzato dalla Cineteca di Bologna col contributo della Direzione generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le attività culturali, tuttora in lavorazione che conta di catalogare entro il 2010 oltre 130 mila film, dal 1913 al 1990, con i visti di censura e le relative motivazioni.
Si tratta del primo progetto del genere al mondo, realizzato dalla Cineteca di Bologna col contributo della Direzione generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le attività culturali, tuttora in lavorazione che conta di catalogare entro il 2010 oltre 130 mila film, dal 1913 al 1990, con i visti di censura e le relative motivazioni.
La prima tranche, con le schede di 30 mila pellicole aggiornate al 1943, è già accessibile.
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